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I film gemelli

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"Questa terra è mia" , di Jean Renoir (1943). Visto dopo "Anche i boia muoiono" , di Fritz Lang, dello stesso anno, sullo stesso argomento: l'occupazione nazista. In Lang si trattava di Praga, qui di un villaggio della Francia. In entrambi i film, scritti da Dio ( nel secondo film incarnatosi in Bertold Brecht ), la figura del nazista abile, scaltro, colto, capace di insinuarsi nelle menti, di utilizzare il ricatto soprattutto psicologico per fiaccare ogni resistenza. Libertà, resi stenza e ribellione sono incarnate nella figura femminile, qui una Maureen O'Hara mozzafiato. Charles Laughton è il professore pusillanime, che alla fine si riscatta, con un epico discorso dal banco degli imputati, fino al finale in cui legge ai suoi studenti la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo , prima di essere portato via. Smuove tutto, a un livello tale che spenta la tivù ho comprato il DVD. Voglio che i miei figli lo vedano subito. Il ti...

Majorette

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Commuoversi per un un video dove l'ignara majorette viene coinvolta in una richiesta di matrimonio a sua insaputa, complici le compagne di danza. La ragazza piange e accetta l'anello dell'amato, applaudita dall'intero palasport. Commuoversi e chiedersi il perché. Qual è la motivazione per cui il romanticismo ci rimesta qualcosa di profondo? Per magia, trovo la risposta in un libro di Giovanni Bollea, quando dice che l'adulto serve al bambino, tanto quanto il viceversa. Il bambino non è solo la gioia affettiva e la nostra proiezione dell'Io nel futuro, nell'Eterno, ma serve all'adulto da specchio. Ecco, il romanticismo, forse, è lo specchiarsi in un progetto di bambino.

G. vale la pena

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Ricordo che nello scantinato di una federazione recuperai dei fogli ciclostilati, pescati non so dove, erano "Lettere a Togliatti" scritte da povera gente. Mi emozionarono. Era pratica diffusa, fin dai tempi di guerra, scrivere direttamente al capo supremo, da parte del popolo più in sofferenza, il sottoproletariato in cerca di un contatto diretto, un aiuto. Erano vergate a mano, in italiano stentato, piene di refusi e di richieste basilari. Pane, medicine, un umile impiego, un sussidio. Spesso arrivavano dalla campagna profonda: vedove in povertà che chiedevano assistenza per la prole, reduci di ogni tipo, padri di famiglia disperati che non sapevano come mantenere la famiglia. "Caro compagno Togliatti" o "Compagno Palmiro", aprivano tutte così. Negli anni Cinquanta, il PCI era un punto di riferimento per gli ultimi e questo garantiva evoluzione e tenuta sociale. Oggi, la crisi ha aumentato la forbice sociale, per certi aspetti siamo in un dopoguerra, con...

In nome di dio

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In giorni difficili, nel rapporto con la religione, arriva John Ford . Favoletta natalizia, buoni sentimenti, parabola evangelica, film da criticare quanto si vuole, però la potenza di questa storia ha prodotto una valanga di remake, espliciti o impliciti. Il neonato nelle mani dei rudi cowboy, capace di cambiarli nel profondo, vecchio tema affrontato da uno dei migliori racconti western (e non solo) di ogni tempo: "La fortuna di Roaring Camp" di Bret Harte . Qui, Ford impasta l'epica e la mistica alla natura, immersa in simbolismi primari che solo un ingenuo può trovare ingenui. Il film fu girato dal 3 maggio al 9 giugno 1948 nel deserto del Mojave. Per dare la misura di quanto fosse ispirato e sicuro di sè, Ford ha impiegato un mese, quindi i miracoli esistono. Grazie, Rai Movie , per aver dato luce a una giornata piovosa.

Fort Charlie Hebdo

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Quando l'attacco arriva al cuore del progresso, dell'illuminismo, della laicità, paradossalmente, i deliri dietrologici, destrorsi, fanatizzati e "religiosi" all'opposto - mentre sembrano risplendere di fulgida fiamma - iniziano a spegnersi. La Francia era ammorbata da un libro di Houellebecq , che espone la solita trita tesi, quella della ultima Fallaci. Che noi europei siamo pigri, spenti, vecchi, sfibrati, sfiniti. E che questi arrivano e ci colonizzeranno, perché sono giovani, tanti, "pieni" di fanatismo e tensione ideale. Una reazione sempliciotta che gioca sul verosimile e tradisce la solita visione guerriera della vita di chi si sente sconfitto perché vive in pace, e non sa dove depositare i suoi istinti. E non capiscono, costoro, che l'assalto nazi-islamista è scomposto ed impossibilitato ad alcunché, proprio perché arriva da una dimensione incompatibile. Gli istinti di un mondo senza integrazione, sregolato, saranno sempre rivend...

La pena di vita

Islamabad. Erano in nove. Sono entrati in una scuola imbottiti di armi e tritolo per ammazzare il più possibile e farsi ammazzare. Hanno trucidato decine e decine di bambini, a freddo. Cosa vuoi che gliene freghi, a questi, se ripristini la pena di morte. Davvero pensi che sia un deterrente? Che per loro la vita conti davvero? La vera rivoluzione sarebbe RIPRISTINARE LA PENA DI VITA. Costringere il fondamentalista a vivere nel mondo, insieme alle donne libere, costringerlo a lavorare, studiare, sedersi insieme ai bambini, in classi miste, guardarli disegnare, dovergli insegnare qualcosa che non sia il Corano. Costringerlo a leggere un libro a settimana, in una biblioteca ricca e variopinta, costringerlo al cinema, alla musica. Sei pronto, Pakistan, mondo islamico tutto? Avete questi anticorpi laici belli sani e vivi? No? Allora, ragazzi, sarà dura. Assassinando assassini si creano solo altri assassinii, come ovunque, nel mondo. (con adeguato CORREDO, QUI .)

Romanticismo

Senti, non so come dirtelo, le scie chimiche non esistono. Centinaia di migliaia di persone lavorano nel settore aereo, e qualcuno avrebbe già confessato, magari in cambio di moneta sonante. Mettiamola così. Idem per le torri gemelle, quel che pensi tu, che se le sono abbattute, avrebbe chiamato in causa così tanta gente che idem come sopra. La stessa cosa sul signoraggio bancario, sulle grandi logge massoniche, il Bilderberg, Aspen, ecc. Sì, la materia che pensi di maneggiar e lavora sul plausibile, come la migliore fantascienza. Ma la realtà ha una sua durezza meno romantica, perché sei un romanticone, in fondo. Pensi che ci siano i cattivoni come nei film, incappucciati, e ti perdi la fatica di capire davvero la struttura della realtà. I cattivoni incappucciati dell'Isis, per esempio, c'entrano poco coi barconi dei migranti e gli islamici che vorrebbero dominarci tutti. Te la raccontano così, ma se approfondisci arrivi ai pozzi del petrolio, al denaro, al po...