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Furiosa

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Come al solito, orrida locandina , ché ai tempi mi rese prevenuto. Anche perché la saga di Mad Max non mi ha mai detto nulla. Tempo fa, però, sono incappato in un video tratto da questo film. Poi, un altro. Irresistibili. Ieri, me lo sono visto tutto e sono rimasto basito. Un capolavoro assoluto, per tanti motivi. Due ore di inseguimenti : veicoli sputafuoco lanciati all'assalto permanente di una blindoscisterna, un camion corazzato e teschiato a dovere, guidato da una guerriera ribelle di poche parole e con un braccio solo (una Charlize Theron da urlo). Il grande veicolo trasporta acqua e benzina, elementi base di una umanità-base. In realtà nasconde donne, sementi, fertilità: elementi base dell'umanità-tutta . In un contesto di strane civiltà : minions cadaverici, sabbipodi motorizzati. L'imperatore incazzoso, a metà tra Predator e Darth Fener, che controlla il flusso dell'acqua e schiavizza le genti. Schema tipico da filmone a cartoni...

L'uono che guardava passare i tre

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Che libro meraviglioso, m'ha regalato mio padre. Contiene uno scritto di John Simenon , che aiuta a capire il padre, come nessun altro mai. L'artigiano artefice del suo successo, della sua "leggenda", edificata curando ogni dettaglio: dalla grafica della copertina, a quella del logo, al font della firma, al tipo di rapporti di publishing con l'editore, fino alla singola operazione di marketing di ogni romanzo uscito. E ne uscirono a centinaia, con vari pseudonimi, a seconda de l genere. Come fece in America un altro grande, Ed McBain , e in Italia Giorgio Scerbanenco . Il figlio spiega come la matrice profonda del lavoro di Georges Simenon sia psicologica, l'influenzata dalla sofferenza privata: l'abbandono materno, la perdita della figlia suicida, del fratello morto in Indocina durante il reclutamento forzato nella Legione Straniera. Tutti temi trattati dalla stessa memorialistica simenoniana, in primis dal capolavoro: "Lettera a mia madre". Me...

I 15 dollari

Sanders esulta per una vittoria di stampo socialdemocratico. Giusto, per carità, bravo senatore: l'ottenimento del 15dollari orari è forse il primo parametro giuslavorista ottenuto nell'anomia della web economy. Una soglia di dignità del lavoro, oltre che psicologica. Ma basta guardare bene le immagini di quel ciclo produttivo e il ghigno di Bezos per essere percorsi da un brivido. Lo sappiamo bene come andrà a finire. Che senso ha stappare spumante per due briciole, mentre  stai per essere sostituito da un drone? Questo è il motivo profondo della crisi socialista, e della sinistra, ovunque, Badate bene, è anche crisi del pensiero liberale. Una manciata di titani economici che gestiscono il pianeta tramite il web. Qualcuna di 'ste aziende, nella crisi delle istituzioni tradizionali, finisce pure al governo. Una società tutta automatizzata, senza più il lavoro, con un reddito universale a briciole, quanto basta per pagarti la tecnologia adeguata al mantenime...

On the other side

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Trent'anni fa, la Germania visse una sua "Vermicino". L'intera nazione seguì in diretta radio-televisiva la "Crisi degli ostaggi di Gladbeck" . Due rapinatori scapestrati, dopo un colpo in banca fallito, usarono i media come protezione per attraversare mezza Europa centrale, tenendo in scacco forze dell'ordine allo sbaraglio. Morirono due ostaggi, un ragazzino che voleva proteggere la sorellina, e una diciottenne bellissima, Silke Bischoff, che dalle immagini sembrava in preda a  una strana sindrome di Stoccolma. Come si fosse invaghita dell'assassino che la teneva prigioniera. Avevo diciassette anni anch'io, quella storia mi fece impressione. La Germania, più libera da perbenismi puritani o cattolici, sa elaborare le proprie cose in modo creativo, anche estremo. Silke Bischoff fu il nome di una band musicale post-punk tosta e potente. Figuriamoci cosa sarebbe successo, qui, se un gruppo dissacrante si fosse chiamato "Alfredino Rampi"...

L'estate nera

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Questo qui , che era "comunista padano", in cuor suo, non è fascista, non è razzista, non è niente. Gioca con la comunicazione, vellicando elementi reazionari e razzisti ben radicati nella società. Covavano nella crisi, bloccati dai freni inibitori della democrazia liberale. Incapace di affrontare da statista la crisi, s'è messo a giocare con i mezzi a disposizione, ha alzato il tappeto, facendo riemergere il bacillo della peste di Camus. Anche i vari Di Maio e accoliti, con tutte le loro sparate contraddittorie sono personale politico senza cultura, senza radici, totali incompetenti ben diretti da un'azienda di web marketing; il nulla che si plasma alla bisogna. Lo stesso dicasi per la "pezza accademica": il Fusaro che imperversa parlando da cosplayer di un filosofo, prendendoci per i fondelli anche nel linguaggio finto forbito, rievocando nei contenuti il sempiterno giochino dei rossobruni. In scia al lavoro destrutturante fatto su questo fronte da an...

Lenzuola

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Non lo dimenticherò mai. Il pubblico vero era quello dietro le finestre, nascosto. Gli invisibili che al pomeriggio sentivamo gemere, cantare, inveire. Guardavo i padiglioni, e le finestre accese erano occhi. Di quelli di ora, che possono sentire la musica, il canto. Di quelli che per tanti anni furono rinchiusi tra quelle mura, in silenzio. Le nostre ombre si proiettavano sulle lenzuola dei degenti, stese da noi, e sulle mura stesse. Non avevo voglia di rockn'roll, di chissà quale frenesia. Quella era una messa laica, nel cuore delle nostre questioni, chiedeva una certa compostezza. LC -- Arbos dal vivo all'ex-Op di Quarto, 29 giugno 2018

Duel

Leggere ai ragazzini i racconti di Matheson, esperienza indicativa. Alcuni, faticano a capirli, bisogna tornarci su. Poi si illuminano, vogliono sapere, cercano il film che ci hanno ricavato. Ma all'inizio si impatta con la perdita di sense of wonder nelle giovani generazioni. Tutto è risucchiato dai dispositivi, dalle mille app, dai games, che però esercitano il cervello a pratiche immaginifiche molto passivizzanti. Scegliere l'avatar, cantare la canzone in playback, con i  passi di danza codificati, giocare al calcio privato, irreale. La dopamina che appaga rilasciata dagli score, dai like. Parlare poi con l'edicolante, col gestore del cinema. Percepire la desertificazione di un immaginario, di un'economia, di vite e famiglie. La fine dei giornali, della carta, del racconto. Chiude tutto. Riviste, edicole, cinema. Interi settori vanno a sbattere. "L'unico rimedio è chiudere internet" ringhia l'edicolante: "se uno fa l'abbonamento...