Ricordo quel che mi disse Trentin, il giorno in cui lo conobbi. Parlammo di musica e fumetti, conosceva Muñoz, Pazienza, e cose eclettiche, anche se sembrava uscito da un disegno di Vittorio Giardino. Spaziava su tutto. Poi parlammo di Resistenza, i Trentin avevano combattuto in Francia, in Italia, sui monti, nel cuore di Milano. Bruno a diciassette anni guidava una brigata partigiana, fu anche gappista, fu imprigionato, torturato. Ricordo gli aneddoti sulla guerra di Spagna. I solchi del suo viso meraviglioso, la erre con dentro il sapore di Francia, l'avventura dei tanti fronti, la barba bianca curata, l'eleganza, perfino guizzi federalisti proudhoniani. Aveva dentro l'Europa intera, quella profonda. Gli occhi sempre bassi, quasi timido, si guardava intorno a guizzi e ragionamenti. Nei solchi del viso la questione operaia, assunta in quel modo lì, pieno e responsabile, fino in fondo, fino alle estreme conseguenze, al sacrificio di dover supplire un vuoto istituzionale, e ...
Ecco. Poi manca l'orgasmatron di Woody Allen e siamo a posto!
RispondiEliminaBRRRR...
Rabbrividisco...
stanno sviluppando dei software capaci di prevedere quali canzoni diventeranno dei successi
RispondiEliminaCOSAAAA???!!!
No, Yzma, è già sviluppato. Vengono segnalate come frutto di questo procedimento "Candy Shop" di 50 cent, "Be girl" di Aslyn, "Unwritten" di Natasha Bedingfield, "She says" di Howie Day e "You're beautiful" di James Blunt.
RispondiEliminaComunque, un tempo, le case discografiche facevano costosissime ricerche di mercato, testando la reazione di migliaia di persone che dovevano ascoltare al telefono parte di un brano. Se le major risparmiano su questo fase di pre-produzione, potrebbe esserci una diminuzione di spese di post-prod., magari sul costo del cd. Il che non sarebbe male.
Il sistema è già operativo da tempo per le suonerie dei telefonini, la sequenza delle canzoni alla radio, le colonne sonore Disney, i Jingle degli spot.
Certo, c'è la sensazione della musica ridotta a un "rumore di fondo" omogeneo, senza più diversificazioni. La colonna sonora della globalizaciòn. Ma io sono convinto che il bicchiere sia mezzo pieno. Che alla fine si cercherà sempre un angolo di naivité, di suono sanguigno, di ritorno alle origini.
Insomma, Seaweeds, l'Orgasmatronic sarà una piacevole variazione sul tema...
ma il tema resta quello originale!
;)
Due considerazioni: in editoria non è poi tanto diverso, non ci sarà un software (chissà) ma sicuramente i best seller da spiaggia seguono una serie di comandamenti; e in televisione, propinano format spazzatura che hanno grande successo... Vada per l'Orgasmatronic comunque!
RispondiEliminaUff.... Che tristezza ste cose...
RispondiEliminaAnzi... è proprio uno schifo!
Uno dei tanti...
P.S. C'è un mess in pvt.
Benvenuta, biancac.
RispondiEliminaPurtroppo il "software" editoriale funziona troppo bene, visto il quantitativo di libri pubblicati, a discapito della qualità...
Per quanto riguarda i format, cominciano ad esserci i primi segnali di cedimento. Vedi il nervosismo di Canale 5. Lunedì, noi poveri appassionati di science-fiction, aspettavamo con ansia la super-pubblicizzata ultima puntata di "Invasion". Che ti fa Canale 5, quatto quatto? Cambia il palinsesto in giornata, utilizzando una spregiudicata strategia promozionale. E viene infilato il reality della DeFilippi, strombazzando ai quattro venti che si trattava di un'urgenza, che il programma sarebbe finito a sorpresa, proprio quella sera. Dopo sole due puntate, con vincita miliardaria. E' stato utilizzato il TgCom come "viral". Questo tipo di tecnica consiste nel creare aspettativa intorno a un evento, affonda le sue radici nella rete, luogo in cui si parla di "hype".
Fatto sta che Invasion non l'hanno fatto, capitalizzando però le attese del suo pubblico. E, alla fine, non era vero che il programma della De Filippi finiva lì. Incredibile, doppio trucco, doppio inganno.
E poi ci si chiede come si fa a costruire un impero. Strombazzando.
;)
Questa faccenda mi ricorda una scena de "L'attimo fuggente", quando Robin Williams fa strappare dai suoi alunni una pagina del libro di letteratura contenente "gli ingredienti" della poesia perfetta. Mi auguro che gli esempi citati siano solo un caso e che il software sbagli il più spesso possibile. Io credo, comunque, che le case discografiche cerchino di raggiungere il successo tarando verso il basso i gusti del pubblico. Questo sistema, purtroppo, si rivela più efficace di qualsiasi diavoleria elettronica.
RispondiEliminaPerò, Radiofax, ammettiamolo. Negli anni Ottanta, quando la musica rasentò davvero il fondo, sarebbe stato difficile scoprire il suono del Mali, o Bregovic e i balcani, i Sigur Ros, la norvegia, l'islanda, il Canada, i Gotan Project, il Buena vista social club. Per noi i paesi scandinavi erano gli Europe, che suonavano come tutto il glam-metal del mondo.
RispondiEliminaInsomma, non tutto il male viene per nuocere. Nella crisi, s'intravede il Rinascimento. Cercano di omologarci, e noi usiamo i loro strumenti per diversificare. Globalismo/glocalismo, finzione/realtà, pornografia/erotismo, Ipermarket/commercio equo, Apicella/Daniele Silvestri, Grande Fratello/Residence Bastoggi...
Venceremos, adelante!
;)
Senti, non distruggermi il mito adolescenziale degli Europe, eh!
RispondiEliminaChe altrimenti poi ti mando il conto dell'analista che dovrà curare la mia crisi di nervi! :-)
Di solito si dice che quando si tocca il fondo non si può far altro che risalire.
Il problema è: ma quando cavolo arriva sto fondo?
Altroché Europe, beccati 'sto ragazzino (http://www.youtube.com/watch?v=A5Sl8sZuT-U).
RispondiEliminaChiaramente, è partita un'altra catena di Sant'Antonio mondiale!