Una donna siede in casa, sola. Sa di essere l'ultima persona viva al mondo: tutti gli altri sono morti. Suona il campanello. Il racconto perfetto. Non una parola in più del dovuto. È un pezzo di Thomas Bailey Aldrich, segnalato dal grande Dashiell Hammett nell'introduzione a "Red Brain", una bella antologia dell'Urania. Poi Hammett scrive "Il punto culminante di questo tipo di storie è quando il 'non può' diventa 'non deve'...'' Convincere che ciò che non può essere è. Ma anche nel nuovo piano di lettura irrompe il "No, non deve succedere questo, no !..." “Latherface” si agita nel tramonto, urlando, con la sua motosega dimenata a caso. È la fine d i "Non aprite quella porta". Forse l'ultimo grido della generazione dei Settanta. La fobia della provincia americana, i boschi, il deserto. “Un tranquillo Week-end di paura”, “L’ultima casa a sinistra”, “Le colline hanno gli occhi”. Un modo cittadino di spave...
Ciao,
RispondiEliminaposso chiederti di dove sei?
Certo. E io posso chiederti chi sei?
RispondiEliminaSì, sono "Ludovigo L. Menarini" del blog di Cuperlo. Non mael le tue installazioni.
RispondiEliminaBenvenuto, architetto. Qui mi vede di fronte, ma le informazioni le ricava dal "profilo"!
RispondiEliminaBellissimi, raccontano tante cose.
RispondiEliminaSte
Onta e disonore ai costumi da bagno, agli scaldabagni e agli oscar da bagno. E io mi son perso la manifestazione, magari ci avrei ricavato un cilicio gratis.
RispondiEliminase ce la fa meglio per lei...
RispondiEliminaciao, Lorenzo
Resta il dubbio se davvero la lotta per la libertà e l'emancipazione debba avere come vessillo un costume da bagno.
RispondiEliminaMi emozionò molto il video di "Miss Sarajevo", con il concorso di bellezza nella città assediata. O quel reportage: il centro estetico nella Grozny distrutta dai bombardamenti. Con le ragazze che si facevano belle in mezzo al sangue.
Ma m'interessa anche la studentessa che indossa il chador come gesto di dignità.
La mistica del burqua sì, burqua no. La bellezza, nel brutto. Libertà della bellezza, o dignità della salvaguardia? Bel dibattito, ma non basta. Le donne vengono tenute sempre lì, nel limbo estetico (in senso etimologico).
Continuo a nutrire la speranza di sentire volare alto un "pensiero al femminile", fatto di concetti strutturati e in fila, oltre che di indumenti, gesti emblematici. Abbiamo bisogno di pensatrici, di filosofe, non di emblemi.
Chè una donna che pensa scava davvero il terreno sotto l'impero maschile.
L'emblema, invece, finisce per diventare inesorabilmente costume da bagno o velo protettivo.
Il pensiero al femminile..
RispondiEliminamolto bella questa cosa che hai detto...
p.s. ieri ho letto Julia e Berardi che parlava di te e del tuo bimbo..mi è piaciuto di più leggerlo..mi pareva di far parte della famiglia.. :-)
bacioni