Un giorno penseremo a quanto abbiamo comunicato, e a quanto poco ci siamo detti. Anzi, nulla. Nulla vale la solitudine piena, nell'albergo del mondo. Ed ecco la tentazione.
Una donna siede in casa, sola. Sa di essere l'ultima persona viva al mondo: tutti gli altri sono morti. Suona il campanello. Il racconto perfetto. Non una parola in più del dovuto. È un pezzo di Thomas Bailey Aldrich, segnalato dal grande Dashiell Hammett nell'introduzione a "Red Brain", una bella antologia dell'Urania. Poi Hammett scrive "Il punto culminante di questo tipo di storie è quando il 'non può' diventa 'non deve'...'' Convincere che ciò che non può essere è. Ma anche nel nuovo piano di lettura irrompe il "No, non deve succedere questo, no !..." “Latherface” si agita nel tramonto, urlando, con la sua motosega dimenata a caso. È la fine d i "Non aprite quella porta". Forse l'ultimo grido della generazione dei Settanta. La fobia della provincia americana, i boschi, il deserto. “Un tranquillo Week-end di paura”, “L’ultima casa a sinistra”, “Le colline hanno gli occhi”. Un modo cittadino di spave...
Donne e blog. Sono loro l'aspetto più interessante di questo incredibile fiume carsico di comunicazione dal basso. Il blog è metà rivista e metà diario privato. Impagini il tuo vissuto, in modo da comunicare qualcosa al prossimo. Oppure crei un vissuto immaginario, in modo da stupire il prossimo. Oppure cazzeggi, esaltando l'aspetto weird del web. O tutte e tre le cose insieme. C'è un erotismo-in-sè, in questo mezzo. Che mai, mai diventa pornografia, anche nei post più arditi. Anzi, sembra il contraltare perfetto di quell'altro immenso fiume che scorre in internet. In senso dinamico le donne navigano in 'queste' acque in un modo molto più agevole (non ho detto 'sincero'). Mi pare che governino la situazione alla grande. La presenza maschile è residuale, ansiogena, stupita. Cazzo, che bello... la fine della pornografia! Però è anche la fine di un dominio. Classico scenario. Femmina trincerata dietro un nick-nam...
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