Una donna siede in casa, sola. Sa di essere l'ultima persona viva al mondo: tutti gli altri sono morti. Suona il campanello. Il racconto perfetto. Non una parola in più del dovuto. È un pezzo di Thomas Bailey Aldrich, segnalato dal grande Dashiell Hammett nell'introduzione a "Red Brain", una bella antologia dell'Urania. Poi Hammett scrive "Il punto culminante di questo tipo di storie è quando il 'non può' diventa 'non deve'...'' Convincere che ciò che non può essere è. Ma anche nel nuovo piano di lettura irrompe il "No, non deve succedere questo, no !..." “Latherface” si agita nel tramonto, urlando, con la sua motosega dimenata a caso. È la fine d i "Non aprite quella porta". Forse l'ultimo grido della generazione dei Settanta. La fobia della provincia americana, i boschi, il deserto. “Un tranquillo Week-end di paura”, “L’ultima casa a sinistra”, “Le colline hanno gli occhi”. Un modo cittadino di spave...
Le illustrazioni mi hanno fatto venire in mente quel meraviglioso film di Robert Rossen intitolato, per l'appunto, The Hustler. Il mastino del primo quadro è Minnesota Fats... spiccicato!
RispondiEliminaSembra anche un Edward G. Robinson d'annata! Dietro chi vedi?
RispondiEliminaIo, da sinistra, Burt Lancaster, James Cagney, Danny Kaye, Lee Marvin!
Edward G. Robinson... perchè no? , il "mastino" di La Fiamma del Peccato, o de Il Piccolo Cesare.
RispondiEliminaIo.., da sinistra verso destra, seconda foto: David Niven, James Stewart, Jackie Gleason (Minnesota Fats) oppure Robinson, Brando.., Carlo delle Piane... hehehe ... Clint Eastwood.