Ricordo quel che mi disse Trentin, il giorno in cui lo conobbi. Parlammo di musica e fumetti, conosceva Muñoz, Pazienza, e cose eclettiche, anche se sembrava uscito da un disegno di Vittorio Giardino. Spaziava su tutto. Poi parlammo di Resistenza, i Trentin avevano combattuto in Francia, in Italia, sui monti, nel cuore di Milano. Bruno a diciassette anni guidava una brigata partigiana, fu anche gappista, fu imprigionato, torturato. Ricordo gli aneddoti sulla guerra di Spagna. I solchi del suo viso meraviglioso, la erre con dentro il sapore di Francia, l'avventura dei tanti fronti, la barba bianca curata, l'eleganza, perfino guizzi federalisti proudhoniani. Aveva dentro l'Europa intera, quella profonda. Gli occhi sempre bassi, quasi timido, si guardava intorno a guizzi e ragionamenti. Nei solchi del viso la questione operaia, assunta in quel modo lì, pieno e responsabile, fino in fondo, fino alle estreme conseguenze, al sacrificio di dover supplire un vuoto istituzionale, e ...
No, ma davvero?!
RispondiEliminapiù profondi del mare questi occhi...
RispondiEliminabuona prima festa del papà!
auguri al papa' dunque.
RispondiEliminaanche lui ha occhi che guardano lontano.
achab
Ancora più pulp della versione che ci ha riportato l'idraulico.
RispondiEliminaIl piccolo detective Jac ha appurato lo svolgimento dei fatti.
Pitbull scappa dal giardino della sua villa. Madre e figlia lo cercano sul marciapiede antistante, poi desistono. Intanto il cane risale la via. Giunto quasi sotto casa nostra vede madre e bimba con barboncino al guinzaglio. Le assale, sbrana il barboncino e salta al collo delle due. Intanto escono le suore da un vicino istituto che provano a fermare "Cujo" con strumenti da giardinaggio. Sangue ovunque. Passa un poliziotto in borghese che cerca di sgombrare la via urlando e poi svuota il caricatore sul cane. Mentre rieccheggiano i colpi, le campane battono il mezzogiorno.
Neanche John Woo avrebbe osato tanto.
Però, a pensare che mio cucciolo ha già sentito colpi di pistola, e che poteva esserci lui tra le zanne di quel cane, mi passa la poesia e il senso dell'umorismo.
Tantissimi auguri al papà! ;-)
RispondiElimina-Stefano
Mi sa che di sicuro avrai un motivo in più per ricordarti la tua prima festa del papà. Certo non è che sia proprio il massimo aver assistito a questa scena... Soprattutto con il tuo piccolo lì con te.
RispondiEliminaPerò dai, gli occhioni sono lì e quando sarai vecchio e sarai circondato da una frotta di nipotini adoranti seduti ai tuoi piedi davanti al camino (come da tradizione fiabesca), potrai raccontare che tu sei stato l'eroe che ha salvato barboncino, mamma e figlia dal cagnaccio cattivo. Poi è bastato un tuo sguardo e sussurrare la formula magica per placare la rabbia del cane cattivo e trasformarlo per sempre in un cane buono e affettuoso.
E tutti vissero felici e contenti.
P.S. Certo che è proprio bello, il tuo ragazzo! :-)
ne vedranno di cose questi occhi, tienigli stretta la mano
RispondiEliminache dire... due occhietti così ti riconciliano col mondo e con te stesso, qualsiasi problema, qualsiasi scazzo davanti a un pulcino come lui che ti sorride diventano di secondo, terzo, e quarto piano :))
RispondiEliminaforse dovremmo pensare seriamente a questo e impegnarci a puilire un pò 'sto mondo, per evitare che i nostri pulcini debbano insozzarcisi una volta cresciuti
bello qui, ripasso di sicuro
Francesca