Ricordo quel che mi disse Trentin, il giorno in cui lo conobbi. Parlammo di musica e fumetti, conosceva Muñoz, Pazienza, e cose eclettiche, anche se sembrava uscito da un disegno di Vittorio Giardino. Spaziava su tutto. Poi parlammo di Resistenza, i Trentin avevano combattuto in Francia, in Italia, sui monti, nel cuore di Milano. Bruno a diciassette anni guidava una brigata partigiana, fu anche gappista, fu imprigionato, torturato. Ricordo gli aneddoti sulla guerra di Spagna. I solchi del suo viso meraviglioso, la erre con dentro il sapore di Francia, l'avventura dei tanti fronti, la barba bianca curata, l'eleganza, perfino guizzi federalisti proudhoniani. Aveva dentro l'Europa intera, quella profonda. Gli occhi sempre bassi, quasi timido, si guardava intorno a guizzi e ragionamenti. Nei solchi del viso la questione operaia, assunta in quel modo lì, pieno e responsabile, fino in fondo, fino alle estreme conseguenze, al sacrificio di dover supplire un vuoto istituzionale, e ...
ho letto la tua lettera pubblicata da l'unità.
RispondiEliminasecondo te realmene si può pensare di andare a congresso adesso? con le elezioni ad aprile?
ho molti dubbi.
ciao
la
quale lettera sull'unità? la voglio! subito!
RispondiEliminaE
Ti prego dammi uno straccio di interpretazione altrimenti sono costretta a dare la mia...
RispondiEliminaAndreotti, Valeria Marini, Ave Ninchi e ? Prodino?
E
Interpretazione interessante, rikotta. Ma forse è materia più 'tosta'. Con la lente d'ingrandimento decifra il titolo dell'opera! ;)
RispondiEliminaLa. Anch'io ho molti dubbi. Che accada qualcosa per dissiparli. Tempo ce n'è, opportunità pure.
in effetti i dubbi ci sono.
RispondiEliminacredo che vada trovata una strada comune per capire dove stiamo andando, di che cosa stiamo parlando. possiamo parlare di economia e di finanza, ma non con i furbi. anche a sinistra ci si può occupare di certi temi, ma l'attenzione deve essere altra, ai metodi, alle pratiche politiche. si deve distinguere bene chi siamo noi e chi sono loro.
ciao lorenzo!
laura f.
Inquietante questa piramide capitalistica che rappresenti nel quadro.. Il borghese autoritario e fallocratico, la borghese asservita ma distante, la classe media sprezzante, e infine il lumpenproletariat, il nuovo proletariato degli straccioni, servile e per questo inadatto alla rivoluzione.
RispondiEliminaAd ogni modo.. passo di qui per proporti (e proporre a tutti i frequentatori del blog) il mio nuovo quizzone.. stavolta ancora più intrigante, visto che ci sono ben 56 ritratti a cui bisogna dare un nome.. su su, che potresti essere tra i favoriti ;)
Buona giornata,
-Doc
A me l'immagine Mi suggerisce una "fantasticheria"
RispondiEliminaLa luna entrò in casa
La luna entrò in casa
e non lo seppe nessuno.
Penetrò per la finestra,
ma era già accesa
la lampada,
ed essa restò ignorata,
modestamente, in un angolo.
Disse il padre:
- Sta per cambiare la luna.
La gamba torna a dolermi -.
La fanciulla stava in silenzio,
assorta in nostalgie romantiche
di quei castelli sotto la luna
delle oleografie tedesche.
E mamma, che non aveva
nè ideali nè reuma,
disse: - Andiamo a coricarci,
spegneremo la lampada -.
Appena tutti se ne andarono
i fiori che erano posati
sul tavolo
videro la loro anima disegnata
con luna e ombra di luna
sulla pace bianca della parete.
Pedro Salinas
Doc. Padre ingombrante ma evanescente e cieco.
RispondiEliminaMadre assente.
Figlia anafettiva, che giàssa come capezzolare la vita. Servitù e cani in proporzioni realistiche.
Per rinterpretarlo userei più l'ebreo con la F., che quello barbuto con la M.
Comunque, sempre spaccato borghese.
Il quiz m'ha fatto venire il mal di testa, la pagherai.
Giuseppe. 'Nè ideali nè reuma', geniale!
Il quadro mi gusta, perchè almeno uno di questi pensieri l'abbiamo fatto di sicuro.
Felice che ti sia piaciuta questa poesia che mi piace tanto... :-)
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